Regolazione di
un Flying Dutchman
piccolo manuale d'uso curato dalla Classe Italiana
suggerimenti ed appunti raccolti durante le regate
Gennaio 2000
Regolazione di un FD
Sviluppi
Regolazione
Cifre e punti di riferimento
01) Sartie
02) Sartie inferiori (basse)
03) Drizza del genoa (ghinda)
04) Punti di scotta
05) Vang
06) Trasto
07) Bugna del cunningham
08) Base della randa
09) Deriva
10) Regolazione della flessione dell'albero
11) Manina della randa
12) Matrice
Introduzione:
Pensiamo che gli stati d'animo
di un neo possessore di un FD siano almeno tre e, nel giro di
qualche settimana, destinati a cambiare repentinamente.
Dopo aver staccato il fatidico assegno che ci trasforma in entusiasti
armatori di una barca affascinante, piena di storia, difficile
e intrisa di mistero (a confronto la SFINGE è niente),
si passano indimenticabili giornate a scorrazzare per il mare
a velocità stratosferiche ingabbiando il vento e travolgendo
l'incauto prodiere di spruzzi d'acqua salata.
Ci si sente campioni; vincitori assoluti di tutte regate immaginarie
che nella nostra mente si corrono fra le undici e mezzanotte prima
di dormire. Il ritorno alla realtà, triste realtà,
avviene quando - casualmente - un altro FD incrocia la tua rotta
in una di quelle giornate destinate a condizionare sogni e finanze
per il resto della tua vita sportiva.
Ebbene; quel puntino (FD), ti raggiunge, ti guarda e se ne va
con la disinvoltura di una formula uno senza che tu possa dire
BAO.
Lo stupore ti coglie impreparato e le mani cercano chissà
quali manovre che consentano di recuperare il vantaggio accumulato
dall'occasionale FD passato di lì in cerca d'avversari,
il mondo cade e rischia di travolgerti e maciullarti anche nello
spirito.
E quando il prodiere, senza parlare, ti guarda facendo capire
di sbrigarti a risolvere la situazione, allontani lo sguardo incrociandolo
però, con il viso dell'amico avversario che per l'ultima
volta si è girato a conferma che ti ha stracciato.
Peggio quando alla tua prima regata non uno ma 100 FD se ne vanno
bellissimi nella forma e nello stile in cerca di vento e boe da
girare in solitudine; sconforto puro, al limite del dramma - anche
familiare - e così sia.
Questa piccola guida vuole i aiutare i nuovi effediisti ad iniziare
con qualche dato in più il loro lavoro di ricerca sulla
velocità, sono concetti conosciuti dalla stragrande maggioranza
dei Soci, sono concetti semplici e chiari ma che spesso, se non
letti o avuti da altri, restano insoluti per molto tempo - molto
utili sono le tabelle di riferimento a pagina 8 - 9 - 10.
Alle regate, ai raduni, nella vita sociale della Classe girano
spesso opinioni sulla tecnica di questa barca ebbene, occhio ed
orecchio perché nell'interesse di tutti c'è la crescita
del livello tecnico degli equipaggi.
A cura dei SOCI della Classe
Regolazione di un FD
Poiché la regata è nata con gli FD, noi velisti
di questa classe siamo costantemente alle prese con problemi di
velocità, causali o strutturali. Dopo ogni regata si sente
dire "improvvisamente ho perso velocità". Per
alcuni la velocità è qualcosa di magico, per altri
è accidentale, ma per chi stà in prima linea è
un fatto razionale. Pensando ed agendo di conseguenza secondo
precisi schemi, si potrà ottenere velocità purché
si possegga un certo "feeling" che soltanto l'allenamento
può dare. L'allenamento è molto personale, ma forse
possiamo intervenire dando qualche consiglio sulla regolazione.
L'FD è una barca veloce sulla quale, soprattutto in caso
di molto vento, possono verificarsi notevoli differenze di velocità.
Il trucco nella regolazione sta nel rispondere in maniera conforme
ai salti di vento affinchè l'imbarcazione possa rendere
al massimo in qualsiasi momento. Infatti lo scopo è di
farla correre non di fermarla. Questi fogli sono dedicati ai novelli
che aspirano ad avere un maggior controllo sulla propria imbarcazione.
Naturalmente ciò non esclude che anche i velisti più
esperti possano darvi una sbirciata.
Sviluppi
Sin dai primi anni '80 un'innovazione ha avuto un ruolo pressochè
determinante: il cosiddetto abbattimento dell'albero. Di estrema
importanza per quanto concerne velocità e controllo, scoperto
circa nel 1983 in occasione dei mondiali in Australia. Pareva
infatti che una semisconosciuta barca, KIWI, in condizioni di
vento forte, fosse molto più veloce degli avversari favoriti.
Sorprendente come il suo albero si inclinasse estremamente verso
poppa. Su questo fatto numerosi furono gli esperimenti e le congetture.
Seguì un periodo intenso di sperimentazioni. Vele, posizione
della deriva e delle sartie, tutto fu rimesso in discussione ma
poi tutto si è stabilizzato, ora barche e materiali sono
pressochè identici. Con un'attrezzatura non eccessivamente
obsoleta ed una buona regolazione, con un FD si può ottenere
una notevole velocità ed essere molto competitivi sin da
subito.
Regolazione
Non si cerchi di reinventare la ruota, ma servitevi piuttosto
di chi sa come si va veloci. Gran parte di loro sono disponibili
a dare spiegazioni e rispondere ai quesiti. La classe FD ha il
vantaggio che in occasione di tutti i campionati mondiali ed europei
vengono prodotte delle statistiche di attrezzature usate e pubblicate
nella rivista ufficiale spedita a tutti i soci della classe. Si
tratta di materiali collaudati che producono velocità.
La fase di sperimentazione è molto lunga e funziona soltanto
se si è velisti FD molto esperti in grado di valutare le
varie sfumature.
Cifre e punti di riferimento
Quando volete ristrutturare una vecchia barca o costruirne una,
è importante avere delle dimensioni che pur essendo libere,
sono comunque estremamente importanti per la regolazione in quanto
costituiscono la base sulla quale impostare la regolazione. Pertanto,
prima di intraprendere qualsiasi innovazione sulla propria barca,
è bene recarsi ad una manifestazione nazionale di FD con
block - notes e righello per annotare le varie posizioni del sartiame
e la posizione della landa della coperta e di tutti quei riferimenti
importanti utili ad ottimizzare le manovre.
Eccone alcuni:
posizione sartie
3,25 m. dallo specchio di poppa
0,60 m. dalla linea centrale
sartie inferiori
sull'albero - appena sopra la fascetta nera per il boma,
appena a poppa delle sartie
crocette
lunghezza - dai 40 ai 45 cm. Che spingano le sartie di circa 10
cm verso l'esterno. 85-90 cm tra le estremità.
Altezza, ca. metà fra coperta e drizza del Fiocco.
La regolazione fine dipende dal
tipo di albero, dalle vele e dal peso dell'equipaggio.
1) Sartie
Assieme alla drizza del genoa, veniva regolato anche l'abbattimento.
E' necessaria una regolazione di 30 cm. Riduzione di 1:24. Assicuratevi
che la regolazione sia simultanea su entrambe le sartie. La più
comune è la puleggia di bozzello triplo sulle sartie, una
doppia puleggia sul fondo della barca. Questa manovra deve essere
scorrevole e di facile applicazione. Con poco vento l'albero sarà
leggermente inclinato verso prua mentre con molto vento risulterà
notevolmente abbattuto e la cima dell'albero si sposterà
di circa 1,5 m assumendo una posizione quasi simile a quelle dei
surf. Con venti molto leggeri la sartia sottovento può
risultare in bando mentre si cazzera' con l'aumento del vento,
raggiungendo la massima tensione in caso di raffica. Il materiale
più diffuso è il tondino.
2) Sartie inferiori (basse)
Una voce indispensabile nella regolazione per quanto concerne
albero e controllo della pressione. Sufficiente la riduzione 1:12;
conferisce controllo alla pancia della randa e crea una fessura
tra genoa e randa (slott). Assai importanti per l'economia della
velocità. Con venti molto leggeri lascate, quindi cazzate
duro raddrizzando l'albero finchè la pressione, divenuta
eccessiva, vi obbligherà a lascare nuovamente. Prima della
partenza controllate sempre la flessione dell'albero dal trapezio
ed il suo asse sulla verticale.
3) Drizza del Genoa (ghinda)
Direttamente collegata alla flessione dell'albero. La riduzione
necessaria equivale a 1:18 ( si consiglia una regolazione grossolana
e quindi accurata ). Con poco vento è opportuno che l'albero
possa essere spinto verso prua, mentre con molto vento l'albero
dev'essere in grado di abbattersi. Regolate la tensione affinchè
con poco vento vi sia abbastanza vela per stringere il vento.
Con moltissimo vento la drizza può cedere leggermente per
scaricare parte della pressione.
4) Punti di scotta
Dopo un periodo in cui i punti di scotta erano fissi, ora i più
diffusi sono quelli regolabili. La regolazione massima consentita
è di 6cm sotto e 6 cm sopra coperta, misurata dalla cima
della coperta al centro della puleggia. La posizione a poppa è
limitata da una fascetta nera in coperta. Trasversalmente non
ci sono limiti. Con poco vento i punti di scotta sono sopra coperta,
con l'aumento del vento devono sparire sotto coperta. Controllate
la fessura tra randa e genoa. Utile punto di riferimento è
dato dalla distanza tra genoa ed estremità delle crocette.
Con pochissimo vento dev'essere di ca. 30 cm, con un po' più
di vento 10 cm; quando è necessario ottenere pressione
aprite fino ad un massimo di 50 cm. La regolazione su - giù
e fuori - dentro dev'essere simultanea su entrambe le mura.
5) Vang
Una riduzione 1:12 è sufficiente. Non cazzate eccessivamente,
e comunque assolutamente no con venti leggeri. Importante per
il controllo della balumina della randa. Assicuratevi che con
molto vento nei bordi di lasco il vang risulti piuttosto allenato
poiché in queste andature fornisce un controllo migliore.
La pressione superflua può essere attenuata molto più
facilmente dalla randa e minori sono le possibilità che
il boma tocchi l'acqua.
6) Trasto
Molto di moda e costosissimo il trasto della Harken per cazzare
sopravvento. Lo si può cazzare senza dover mollare il lato
sottovento è perciò preferibile ad altri sistemi.
In pratica risulta migliore il controllo della randa in tutte
le andature. Inoltre con più vento il trasto può
essere posizionato leggermente sopravvento affinchè la
randa si twisti adeguatamente.
7) Bugna del cunningham
Generalmente funziona su entrambi i late. Permette un buon controllo
della pancia della randa. Cazzando il cinningham il grasso si
sposta verso prua, mentre la pressione del vento tende a spostarla
verso poppa.
8) Base della randa
Buoni risultati con una riduzione di 1:14 ed un buon fischietto
vicino all'albero.
9) Deriva
Anche questa è una voce molto importante nella regolazione
dell'FD. Con poco vento abbassarla al massimo portandola verso
prua. Con l'aumentare del vento spostarla verso poppa ed alzarla
fino ad evitare che la barca si "inginocchi". Assicurarsi
che la deriva sia neutra in questa operazione. Il sistema maggiormente
utilizzato consiste nella regolazione in avanti e dietro con riduzioni,
manovrate direttamente dal timoniere alle cinghie.
10) Regolazione della flessione dell'albero
Un trucco adottato di recente consiste nell'applicare un pre-bend
nella parte bassa dell'albero per ottenerne la preflessione. Lo
si pratica in condizioni di poco vento per flettere l'albero senza
provocare tensione sulla vela affinchè la balumina possa
aprirsi. Assolutamente "vietato" dimenticarselo nelle
andature di lasco e poppa, pena la rottura dell'albero o comunque
la "spanciata" dello stesso.
11) Manina della randa
Non tutti la usano. Circa 20 cm sopra l'occhiello della bugna
della randa, esiste un altro occhiello inserito tramite una scotta
che scorre verso prua lungo il boma. In caso di abbattimento accentuato
il boma verrà quasi a toccare la coperta; pertanto recuperando
la scotta il boma si solleva. In queste condizioni la randa non
ha alcun effetto per cui la velocità non viene compromessa.
12) Matrice
In genere: mantenere la barca diritta, neutra al timone e con
la massima pressione possibile. Assicuratevi di possedere i vostri
segnali di riferimento affinchè in qualsiasi condizione
di vento possiate immediatamente trovare la giusta regolazione.
Questo è il solo modo per rispondere rapidamente e nel
modo più vantaggioso ai salti di vento, l'acquisire velocità
non sarà una sorpresa ma una conseguenza logica.
Bft 0 - 1 : mts 0,3
- 1,5
Sartie : allentate sottovento
Sartie basse : allentate
Drizza genoa : leggermente allunata
Punti di scotta : sopra coperta
Vang : allentato
Trasto : sopravvento,
boma a centro barca
Cunningham : leggera tensione
Base randa : leggera tensione
Deriva : massimo avanti - massimo giù
Flessione albero : preflessione e leggermente appruato
Fessura genoa : circa 30 cm
Bugna genoa : n. 1 Pos.
Timoniere : davanti ai punti di scotta Pos.
Prodiere : in avanti sottovento
Assetto FD : inclinato sottovento, sollevata apoppa
Bft 2 - 3 : mts 1,6 - 5,4
Sartie : cazzate sottovento
Sartie basse : cazzate, albero quasi negativo
Drizza genoa : cazzata non allunata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato Trasto : sopravvento
Cunningham : allentato
Base randa : media tensione
Deriva : 2/3 a poppa - massimo giù
Flessione albero : nessuna, albero verticale
Fessura genoa : circa 10 cm
Bugna genoa : n. 1
Pos. Timoniere : sul punti di scotta Pos.
Prodiere : in avanti al trapezio
Assetto FD : lieve inclimìnazione sottovento
Bft 3 - 4 : mts 3,4 - 7,9
Sartie : cazzate
Sartie basse : cazzate, mantenere la base dura
Drizza genoa : non allunata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato
Trasto : sopravvento
Cunningham : appena cazzato
Base randa : massima tensione
Deriva : 5/6 a poppa - massimo giù
Flessione albero : mantenerlo rigido, un poco abbattuto
Fessura genoa : circa 20 cm
Bugna genoa : n. 2
Pos. Timoniere : appena dietro al punto di scotta
Pos. Prodiere : appena avanti al punto di scotta
Assetto FD : poco inclinazione sottovento
Bft 4 - 5 : mts 5,5 - 10,7
Sartie : cazzate
Sartie basse : a volte allentarle
Drizza genoa : non allunata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato
Trasto : sopravvento
Cunningham : cazzato
Base randa : massima tensione
Deriva : 15cm a poppa - sollevata
Flessione albero : leggera, discreto abbattimento
Fessura genoa : circa 30 cm
Bugna genoa : n. 2 - 3
Pos. Timoniere : dietro al punto di scotta
Pos. Prodiere : sul punto di scotta
Assetto FD : piatta
Bft 5 - 6 : mts 8 - 13,6
Sartie : cazzate al massimo
Sartie basse : allentate
Drizza genoa : non allunata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato, allentato al lasco
Trasto : sopravvento
Cunningham : cazzato
Base randa : massima tensione
Deriva : 20cm a poppa - sollevata
Flessione albero : discreta non eccessiva
Fessura genoa : circa 40 cm
Bugna genoa : n. 3
Pos. Timoniere : dietro al punto di scotta
Pos. Prodiere : dietro/sul punto di scotta
Assetto FD : piatta
Bft 6 - 7 : mts 10,8 - 17,1
Sartie : cazzate al massimo
Sartie basse : allentate
Drizza genoa : un po' allentata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato, allentato al lasco
Trasto : sopravvento
Cunningham : cazzato
Base randa : massima tensione
Deriva : max a poppa - sollevata
Flessione albero : notevole
Fessura genoa : circa 40 - 50 cm
Bugna genoa : n. 3 - 4
Pos. Timoniere : dietro al punto di scotta
Pos. Prodiere : dietro al punto di scotta
Assetto FD : piatta
Bft 7 e + : mts 13,9 - 20,7
Sartie : cazzate al massimo
Sartie basse : albero appena controllabile
Drizza genoa : un po' allentata
Punti di scotta : sotto coperta
Vang : cazzato, allentato al lasco
Trasto : sopravvento
Cunningham : massima tensione
Base randa : massima tensione
Deriva : max a poppa - estremità sollevata
Flessione albero : massima
Fessura genoa : massima
Bugna genoa : n. 4
Pos. Timoniere : dietro al punto di scotta
Pos. Prodiere : dietro al punto di scotta
Assetto FD : piatta
Principali materiali
usati in ITALIA dal 1995 al 1997
Armo
Scafo: mader, H-T Italia
Deriva: mader, H-T Italia, Waterat
Timone: mader, H-T Italia, Waterat, Lindsay
Albero: gold spar, proctor, superspar, zspar,
boma: gold spar, proctor, superspar, zspar
Vele
Randa: halsay, bmoller, diamond, hyde, one off, north, vogel maier,
cruciani
Genoa: halsay, bmoller, diamond, hyde, one off, north, vogel maier,
dan sail,
spinnaker: halsay, bmoller, diamond, hyde, one off, vogel maier |